martedì 15 ottobre 2013

ARTICOLO 1 - 2 - 3 della Convenzione riscritta dai Bambini e curata da Mario Lodi




Gli articoli recitano:

1-  Il bambino  (o bambina) è ogni essere umano fino a 18 anni
2-  Gli Stati  devono rispettare, nel loro territorio, i diritti di tutti i bambini: handicappati, ricchi e poveri, maschi o femmine, di diverse razze, di religione diversa ecc...
3- Tutti quelli che comandano  devono proteggere il bambino  e assicurargli  le cure necessarie  per il suo benessere

Gli articoli sono stati letti, discussi insieme, quindi scritti sotto la voce Riflessione.
L'insegnante ha fatto sottolineare le parole chiave  che sono risultate essere per l'articolo numero 1  maggiorenne e minorenne, (cresce)  fisicamente e moralmente; per l'articolo numero 2  pace e progresso, guerra e regresso, (tutti i bambini sono) uguali,  (la realtà)  non rispetta  e  il verbo dovere;  per l'articolo numero 3  la riflessione è finita sulla parola Dio,  che è stata inserita arbitrariamente  a  sintesi, essendo in un contesto di persone credenti (due bambini musulmani e l'insegnante cattolica), quindi sulle  parole libertà e schiavi.  Il bisogno di essere curati è stato considerato implicitamente   tra i bisogni  in senso lato dei bambini, già indicati nell'articolo due.
Gli articoli della costituzione sono 54 e dunque si avrà molto tempo per tornare su questi concetti  base che i primi tre articoli mettono a fondamento.

Questo lavoro nasce all'interno del programma di Alternativa alla religione cattolica; è solo una parte di tutto quello che si avrebbe in previsione di fare e discutere.
I   miei due alunni  del momento  sono attentissimi quando facciamo questo lavoro; ovviamente li interessa direttamente.
Dalla teoria  si passa con naturalezza agli esempi pratici: i bambini che stanno vivendo la guerra in Siria è ovvio che non hanno garantito nessun diritto, nemmeno quello alla vita.
Un giorno, tempo fa,  una  mia alunna mi confidò  con estremo candore ed altrettanta splendida dignità che loro non erano  molto ricchi e che la mamma andava  a prendere i vestiti dal cassonetto giallo che c'era in piazza,   naturalmente quelli lasciati in eccedenza sui bordi, quelli rimasti accessibili, perchè poi arrivava un furgone che apriva il cassonetto e se li portava via tutti.

Ieri  15 ottobre  era è per loro  un giorno speciale di festa; hanno festeggiato    Abramo che chiamato sul monte a sacrificare Isacco, prese un agnello e lo uccise al suo posto, perchè Dio gli disse che non voleva la vita di suo figlio, ma solo mettere alla prova la sua fede.
Per loro è come se fosse Natale.
Io dico loro  che anche la nostra Bibbia ricorda questo episodio e che le nostre religioni predicano lo stesso Dio, come a dire "Vedete come siamo simili pur essendo diversi?"

Oggi hanno appena raccontato alla televisione che un giovane padre musulmano è stato ucciso dal suocero perchè voleva uccidere un agnello (in memoria di Abramo che per loro è come per noi Gesù) davanti ai suoi due bambini di tre mesi e tre anni; così che una bellissima festa è diventata una terribile tragedia.
Come spiegare che quello che il testo sacro racconta è da prendersi come monito interiore e non come (applicazione letterale?"  Come spiegare  che la pacifica integrazione di un musulmano  è possibile nel mondo occidentale,  anche se in apparenza  sarebbero più le cose che ci rendono lontani delle cose che ci rendono simili??


La lezione delle parole è piaciuta;  spero che abbia lasciato qualcosa di buono dentro questi bambini.
Sono piccole piante che avranno il loro destino,  ed io come maestra ho avuto il privilegio di entrare nella loro vita, nelle loro riflessioni, nelle loro perplessità, nelle loro tradizioni,  stando discretamente   in punta di piedi.

Nessun commento:

Posta un commento