domenica 4 marzo 2012

LEZIONE DI AMICIZIA



Ci sono due bambini,  otto anni circa…un giorno si incrociano,  da lontano,  ed è una scoperta improvvisa e sconvolgente;  è improvvisa perché nessuno sapeva e immaginava  l’esistenza dell’altro; è sconvolgente  perché  si  incontrano due culture diverse, due modi differenti   di intendere la  quotidianità.
Superata l’iniziale paura, l’iniziale  diffidenza,  ecco che  un  episodio del   tutto   in calcolato   mette le due piccole umanità l’una nel cuore dell’altra; il bimbo esquimese (la storia è ambientata  in  Islanda)  salva la vita al bimbo islandese che è rimasto seppellito sotto un’improvvisa valanga.
I due mondi fino a un attimo prima estranei ed oscuri   diventano l’uno debitrice all’altro, l’uno bisognoso dell’altro; la famiglia  di Boatz   grata a Ikingut  per quello che ha fatto, e Ikingut  bisognoso di una comunità a cui affidarsi per non più essere solo.
Il fatto è che Ikingut (nome fortuito   con cui nella storia  verrà chiamato il giovane  ospite,  me che nella lingua d’origine significa “amico”)  sembra essersi perso tra i ghiacci,  forse durante una battuta di caccia, e poi  le condizioni climatiche davvero inaccessibili e l’immenso  deserto di ghiaccio  hanno fatto il resto…
Ma poi ce dell’altro; i due bambini  si affezionano  visceralmente;  il loro legarsi è un fatto naturale e del tutto  magico, come sono  magici  i sentimenti d’amore  che  si  manifestano  improvvisi  e del tutto spontanei. Loro hanno un vantaggio; sono innocenti, non hanno il freno dell'essere condizionati e civilizzati dalle norme dell'ipocrisia.
Nel nome di questo perfetto  quanto ordinario  sentimento  Boatz  è pronto a mettersi  in pericolo per aiutare  il compagno d’avventura, e  Ikingut  è pronto   a togliersi d’impiccio  per liberare l’amico  dall’ingombro della sua presenza.
Il fatto   è che la comunità chiusa e  un poco ignorante in cui si svolge la vita in questo sperduto ed isolato villaggio, fatto di poche case che vivono di nulla  raccolte intorno alla chiesa di un pastore protestante ,  vede nel nuovo intruso, nell’ultimo arrivato, una presenza inquietante ed   annunciatrice  di chissà quali sventure…sventure che stanno in vece solo nella testa  degli uomini sciocchi  ed un poco  rustici,  o semplicemente  all’interno delle regole  concepite  erroneamente   nella loro  immobilità…
Dopo diverse peripezie  che non racconto per non togliere il piacere della eventuale visione del film,  ecco che  i due protagonisti  troveranno ognuno  il proprio   epilogo felice; l’uno nella famiglia ritrovata, l’altro  nell’essersi fatto  grande  forse prima del tempo.
Ai bambini è piaciuto,  perché  l’intreccio  della visione  arriva subito  al cuore della loro immaginazione. E piace agli adulti,  che ripercorrono insieme ai fanciulli  i moti autentici  ed immortali  dello spirito.
Dove c’è un sentimento vero e profondo, sia esso d’amore o d’amicizia,  il tempo si ferma, smette d’essere passato o presente o futuro, per assumere lo spazio  eterno   dell’emozione.








Ikingut .jpg


Nessun commento:

Posta un commento